La Liguria dal mare. Uno sguardo storico

Veue de Final (Finale), 1685 © Service historique de la Défense, Bibliothèque de la Marine, Vincennes, SH 99
Veue de Final (Finale), 1685 © Service historique de la Défense, Bibliothèque de la Marine, Vincennes, SH 99



di Fabrizio Lena, Centro Storico del Finale


Nel 1602 muore, nel castello di famiglia a Carcare (SV), Sforza Andrea del Carretto, ultimo discendente della famiglia Del Carretto del ramo di Finale Ligure.

Alcuni anni prima però, egli aveva già ceduto a Filippo II d’Asburgo, Re di Spagna, tutti i diritti sui feudi liguri della famiglia. Era il 1598, anno in cui Filippo II morì lasciando al successore Filippo III il perfezionamento e la ratifica dell'accordo nel 1599, con attuazione alla morte di Andrea Sforza.

Quindi, concretamente, solo dal 1603 la Spagna diventa, di diritto, proprietaria dei territori carretteschi appartenuti al ramo finalese della famiglia.

La Spagna era davvero molto interessata al possedimento di Finale Ligure, in quanto questo diveniva, di fatto, “la puerta a la mar” (1) del Ducato di Milano e via alternativa alla “Strada Spagnola” che permetteva il transito di truppe e mezzi impegnati nella Guerra dei Trent’anni (e in quella più ampia detta ‘degli Ottant’anni’) nelle Fiandre.

Infatti, in seguito alla disfatta dell’‘Invincibile Armata’ - la flotta navale approntata da Filippo II nel 1587 per contrastare la crescente potenza marittimo-commerciale dell’Inghilterra - la Spagna possedeva solo il controllo del Mediterraneo. 

Ripiegò quindi sull’alleata Genova, utilizzando il suo porto per poter sbarcare uomini, merci e mezzi per Milano e le Fiandre, con trasporti via terra (vedi mappa)


La Strada Spagnola
La Strada Spagnola

Il governo spagnolo però, in guerra con Inghilterra, Francia ed altri regni europei orientali non si fidava appieno della Repubblica di Genova, cosa tra l’altro ricambiata, e quindi l’acquisto del Finale rappresentava un’ottima occasione per la Spagna per ottenere una via alternativa per raggiungere Milano e le Fiandre e un motivo di controllo sulle eventuali ‘infedeltà’ della Serenissima (2).

Questa scelta trasformò il Finale in una temutissima roccaforte, protetta dal mare da Castelfranco e dai forti ad esso collegati - Forte dell’Annunziata, Forte di S. Antonio e Forte di Legnì - mentre per i monti la difesa era affidata a Castel Govone e Castel S. Giovanni (quest’ultimo realizzato anche per controllare militarmente il sottostante Borgo).

Non esisteva - e mai esisterà - un territorio così piccolo protetto da tre castelli.

Mancava solo un porto, ma questa è tutta un’altra storia.

La Spagna considerava Finale un territorio importante: oltre alla costruzione ed al potenziamento delle fortezze, nel 1666 a Finale sbarcò l’Infanta di Spagna, Margherita, figlia di Filippo III, per il viaggio che la doveva condurre, giovanissima, in sposa a Vienna a Leopoldo I d’Austria. Per tale occasione fu eretto l’Arco detto “di Spagna”, nella piazza principale di Finalmarina, oltre ad altre costruzioni che punteggiano la cosiddetta “Strada della Regina” come archi commemorativi, campanili e torri di forma triangolare.

Questo quadro storico ha portato anche alla redazione delle tavole acquarellate di Jacques Pètrè, che le aveva redatte su incarico del Re di Francia.

Infatti, nella visione delle tavole acquarellate di Pètrè, ci troviamo di fronte a quello che si sarebbe potuto vedere sbarcando in quegli anni sulla costa ligure: una serie di disegni e particolari redatti a scopo militare. Finale ha uno spazio molto importante in detta pubblicazione, essendo all’epoca un territorio della ‘nemica’ Spagna.

Nella modernità i regimi di ogni potenza militare, possono contare su fotografie e immagini satellitari riproducenti i minimi particolari visibili di un territorio nemico, nel XVII secolo, invece, l’unico modo per pianificare una eventuale invasione via mare, era affidata alla bravura di persone come Pètrè che, navigando lungo la costa ligure, potevano riprodurre fedelmente le viste dei territori nemici e dei loro alleati.


(1) Paolo Calcagno, «La puerta a la mar». Il Marchesato del Finale nel sistema imperiale spagnolo (1571-1573), Viella Libreria Editrice, Roma, 2011


(2) I motivi e le azioni collegate sono meglio spiegati nell’interessante libro di Alberto Peano Cavasola, Finale porto di Fiandra, briglia di Genova, edito dal Centro Storico del Finale.